Bail-In e crisi bancarie

Da quest’anno anche l’Italia applica il principio del ‘bail-in’ (salvataggio interno), attraverso il quale lo Stato non interviene più in prima istanza per ricapitalizzare le banche malgestite. Nel caso di dissesto di una banca, i primi a pagare saranno gli azionisti, gli obbligazioni e i detentori di conti correnti presso la banca stessa.

Il documento fornisce una serie di indicatori il più oggettivi possibile (CET1, leva finanziaria, ammontare di crediti deteriorati) delle banche italiane, rispetto al contesto europeo. In generale, le banche c.d. ‘di rete’ non presentano particolari criticità in quanto il fulcro del loro business si fonda su commissioni di intermediazione. Per le banche ‘tradizionali’ si riscontrano invece ampie disparità, in quanto la qualità del credito erogato ha un effetto immediato sulla solidità della banca. Scegliere una banca significa essere consapevoli dei possibili rischi sottostanti, al fine di evitare di investire o depositare i propri risparmi presso istituti in difficoltà e non più tutelati come in passato.

Scarica presentazione: Bail-In e Crisi Bancarie_2016 04

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