Intervista al prof. Paolo Biffis sull’importanza del bilancio

Giovedì 16 novembre 2017, ore 18:30

presso

Centro Direzionale BICENTER Executive, Via Nona Strada 23, 35129 Padova

 

Al fine di fornire un assaggio dell’incontro che si terrà il 16 novembre, abbiamo posto qualche domanda al prof. Paolo Biffis per sondare le motivazioni che dovrebbero spingerci a capirne di piu’ in tema di bilanci.

 

 

1) Perche’ e’ importante leggere ‘tra le righe’ di un bilancio?

Leggere `fra le righe’ significa individuare quali dati guardare, in prima battuta, in un bilancio: cioè andare immediatamente al sodo per farsi un’idea del risultato economico dell’attività dell’impresa nel corso dell’anno appena passato. 

Un’impresa che voglia dare una rappresentazione veritiera e corretta di se stessa dovrebbe evidenziare subito due dati: l’utile `lordo’ e l’utile ‘netto’.

L’utile `lordo’ (EBIT) è la differenza fra i ricavi e i costi (E) prima (B) di pagare gli oneri imprescindibili che non dipendono dall’attività caratteristica, cioè gli interessi sui debiti (I) e le Imposte (T).

L’utile `netto’ (EBITDA) deriva dalla deduzione dall’utile lordo delle svalutazioni (D) e degli ammortamenti (A), deducendo cioè i costi imputati all’esercizio per ragioni prudenziali.L’utile `netto’ che ne risulta viene a sua volta suddiviso in due parti: i dividendi distribuiti agli azionisti e la parte che rimane  nell’azienda.

Ne segue che l’unica componente monetaria dell’utile è costituita dai dividendi che vengono distribuiti, mentre l’altra parte, quella prevalente, è costituita da valutazioni più o meno prudenziali.

Si giunge così a questa sintesi: `cash is the king, profit is an opinion’ o, detto in altri termini, l’utile non è moneta (Cassa) ma è una valutazione, un’opinione, più o meno circostanziata.

Infine, più elevato è l’EBITDA, maggiore è stata la performance economica dell’impresa; non è invece vero che più elevato è l’utile distribuito maggiore è stata la performance economica. 

La politica dei dividendi risponde infatti ad esigenze diverse dall’analisi della redditività aziendale. 

2) I bilanci sono solo roba da ‘addetti ai lavori’?

Come tutte le discipline che cercano di osservare la realtà anche le discipline aziendali si avvalgono di strumenti tecnici che sono indispensabili per capire la realtà che si osserva. Le stelle non sarebbero osservabili senza i telescopi o, oggi, senza conoscere le onde gravitazionali; l’internet non esisterebbe senza l’algebra di Boole; un computer senza schermo non sarebbe utilizzabile da ciascuno di noi.

L’analisi della redditività di un’impresa, analogamente, è possibile solo avvalendosi di alcune tecniche, cioè delle tecniche contabili che si sono affinate nel corso di secoli e che hanno aiutato i mercanti e i produttori a `tenere conto’, cioè a misurare se il loro lavoro era redditizio, cioè se veniva remunerato.

3) E’ difficile leggere un bilancio?

Leggere un bilancio è dunque un lavoro possibile se si padroneggiano le tecniche contabili.

L’esempio addotto alla risposta 1, riguarda l’analisi della redditività: essa però è sufficiente solo per un’analisi puntuale relativa ad un solo anno.

Ma l’impresa non vive un solo anno e quindi la redditività dovrebbe essere analizzata per più periodi per capire se, almeno nel medio periodo, l’impresa rende, produce utili.

Non solo, ma l’analisi della redditività dovrebbe essere affiancata anche dall’analisi finanziaria, cioè dall’analisi della consistenza e dell’andamento dei debiti e dei crediti.

Ad esempio se un’impresa è molto indebitata dovrà pagare molti interessi e quindi l’EBIT tende a ridursi riverberandosi sulla dimensione dell’EBITDA e quindi dei dividendi.

Inoltre se l’impresa è fortemente indebitata, rispetto ai fondi propri, significa che i creditori saranno maggiormente restii ad allargare i crediti o a rinnovare quelli in essere.

Le difficoltà di leggere un bilancio dunque non sono poche: un’impresa che voglia rappresentarsi in modo trasparente però mette a disposizione alcuni dati di partenza verificabili anche da un lettore poco esperto. Oltre ai due dati richiamati sopra (EBIT ed EBITDA) un altro dato rilevante è costituito da rapporto fra fondi propri (o patrimonio) e debiti contratti.    

Un’impresa che non mette a disposizione del pubblico almeno questi dati non è un’impresa raccomandabile per un investitore. 


E ora… è il tuo turno di chiedere all’esperto!

L’incontro di giovedì 16 novembre non sarà la classica conferenza frontale, ma un’occasione per confrontarsi e dialogare direttamente con un esperto del settore, senza fronzoli e formalità.

Profilo del Relatore

Paolo Biffis (Treviso, 1943), professore ordinario di Intermediari Finanziari all’Università Ca’ Foscari (1983 – 2015), autore di numerose pubblicazioni, ha partecipato a Consiglio di Amministrazione di banche e imprese e ha svolto attività di consulenza finanziaria.

BICENTER (8° piano)

Via Nona Strada 23

35129 Padova

Mappa

Per ragioni organizzative, i posti sono limitati e l’incontro è a registrazione obbligatoria.

Iscriviti all’evento per imparare a leggere un bilancio correttamente

 

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